La visita dell’assassino

La finestra sul cortile”, 1954, è uno dei più famosi film che Alfred Hitchcock abbia girato. L’autore pone in quest’occasione James Stewart, protagonista e investigatore di molti dei suoi capolavori, in una situazione di ingombrante immobilità, bloccato nella sua casa condominiale a causa di una gamba ingessata che non gli permette di lavorare per settimane. Colto dalla noia, Jeff (Stewart), fotoreporter e amante dell’adrenalina, non può far altro che passare il tempo osservando dalla finestra della propria casa quello che avviene all’interno delle abitazioni circostanti, spiando in tal modo i vicini. La scena che vede concentrata tutta la carica di suspence accumulata durante il film è quella in cuiTorhwald, uno dei vicini ormai osservato da giorni da Jeff e Lisa (Grace Kelly), scopre di essere stato spiato e smascherato per il suo delitto ai danni della moglie ed entra nella casa del giornalista per aggredirlo.

É notte e Jeff si trova di fronte alla finestra sulla sua sedia a rotelle, il telefono squilla e l’uomo risponde pensando che sia l’amico investigatore J. Doyle con il quale aveva appena concluso una telefonata. Prima ancora di sentirne la voce Jeff gli comunica che probabilmente Torhwald ha lasciato l’appartamento in quanto le luci sono spente ma si blocca quando dall’altro capo del filo non proviene nessuna risposta e capisce che al telefono c’è lo stesso Torhwald. Jeff chiude la telefonata e riprende a guardare fuori dalla finestra ma dei rumori veicolano la sua attenzione verso la porta d’entrata; la scena prosegue in un crescendo di suoni e rumore di passi che si avvicinano sempre di più alla porta e alla pari cresce l’agitazione del protagonista, che cerca di alzarsi invano dalla sedia a rotelle. L’unica arma di cui riesce a munirsi è la macchina fotografica e una serie di lampadine di ricambio per il flash. La porta è aperta e Torhwald entra nella stanza, l’inquadratura del volto è resa particolarmente drammatica dalla scarsa illuminazione e subito il silenzio viene interrotto dalla voce roca dell’assassino che pone alcune domande a Jeff: Perchè la sua ragazza non l’ha denunciato? Cosa vogliono da lui? A ogni domanda l’assassino avanza sempre di più in direzione del fotoreporter, il quale comincia a scattare una serie di abbaglianti flash per rallentare il più possibile l’avanzata dell’uomo e per prendere tempo in attesa del ritorno di Lisa e della polizia. Quando l’uomo gli è ormai addosso le sue speranze vengono esaudite vedendo la polizia giungere al di là del cortile, in casa dell’assassino. Ora il nostro eroe può chiamare aiuto, attirando l’attenzione dell’intero vicinato e scatenando l’ira dell’assassino che, rassegnato, cerca di defenestrare l’impotente Jeff. L’ happy ending non si fa attendere, la polizia ferma Torhwald e l’ amico di Jeff, Doyle, si convince finalmente a dar credito alle sue parole e a perquisire la casa dell’assassino mentre il protagonista cade comunque dalla finestra, rompendosi anche la gamba sana ma recuperando alcune certezze riguardo la propria storia d’ amore con Lisa.

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