Un dialogo fra padre e figlio, e l’amore ascolta

insonniaUna buffa ironia emerge da “Insonnia d’amore”, uno dei migliori film di Nora Ephronassieme all’indimenticabile “Harry ti presento Sally”. Girato nel 1993, il film inscena una commedia romantica fra un uomo e una donna incredibilmente distanti l’uno dall’altra. Malgrado i due protagonisti, Sam Baldwin (Tom Hanks) e Annie Reed (Meg Ryan) non si conoscano e non si incontrino quasi mai per tutta la durata del film, la scena finale vede il loro primo vero e proprio appuntamento sulla cima dell’ Empire State Building di New York proprio il giorno di San Valentino, pregustando un happy ending che per l’innarrestabile figlioletto di Sam non è che l’inizio di una nuova storia d’amore. Ma a sfondo di tutto questo romanticismo c’è forse il vero amore di un figlio verso il proprio padre il quale, dopo aver perso la moglie, non riesce più a uscire di casa e a vedere una luce di speranza nella propria vita. Sarà Walter, che con la propria innocenza e semplicità troverà il modo di salvarlo, cosciente dell’assoluto bisogno del genitore di una nuova compagna forse anche più di quanto lui abbia bisogno di una nuova madre.

La scena che dà origine all’avventura del nostro piccolo eroe vede padre e figlio, soli, nella triste oscurità della propria casa di Seattle la vigilia di Natale, ma a differenza di come dovrebbe essere, l’ atmosfera è fredda e senza luce, a esclusione del fioco e ininterrotto pulsare di qualche lampadina appesa a un albero di natale malamente addobbato. Niente festa, niente canzoni, niente scampanellii, l’unico rumore è quello dell’acqua che avvolge la casa. Parallelamente a quest’immagine vediamo l’allegra cena di Natale della bella Annie, luce, colori, felicità sembrano avvolgere la vita, per ora perfetta, della donna e del suo fidanzato. Poi improvvisamente tutto cambia: Annie si trova in macchina da sola e sta tornando a casa, la radio è accesa e una canzone natalizia invade l’abitacolo ma la donna decide di cambiare stazione, uno zapping radiofonico che termina quando la voce malinconica di un bambino (Walter) ha appena iniziato un dialogo con la conduttrice, una dottoressa che ha proposto come tema della serata “Sogni e desideri”. Il bambino è triste a causa della sofferenza del padre e il suo desiderio di Natale è rivolto verso la felicità di quest’ultimo e finalizzato a un consiglio su come possa trovare una nuova moglie. Un dialogo a metà fra una genuina dolcezza e un’amara realtà che coinvolge emotivamente Annie e molte altre donne tenendole attaccate alla stazione per tutta la durata del programma, che prosegue in una da principio accesa discussione fra Sam e la dottoressa, terminando poi con una discussione sull’ amore e sulla magia che rivelerà davvero quest’uomo, cinico e disilluso, ma in fondo ancora in grado di sognare:

Dottoressa: “Se potessi farle una domanda vorrei chiederle…”

Sam: “Oh.. vada avanti”

Dottoressa: “Per le persone che un tempo hanno amato veramente è molto più facile tornare ad amare…Sam, lei crede che la fuori ci sia qualcuno che lei potrebbe tornare ad amare quanto sua moglie?”

Sam: “Beh…dottoressa Marcia Fieldstone…è difficile immaginarlo.. ”

Dottoressa: “E cosa farà?”

Sam: “Beh…vede… io scenderò dal letto ogni mattina, inalerò ed espirerò aria per tutto il giorno, e poi dopo un po’ io…non dovrò ricordare a me stesso di scendere dal letto…e di respirare…e poi per un po’ non dovrò pensare a come mi sentirò, assolutamente perfetto una volta… ”

Dottoressa: “Sam…mi dica in cosa sua moglie era così speciale…”

Sam: “Quanto dura il suo programma?!…eh…lo era…lo era in milioni di piccole cose, che messe tutte insieme significava che eravamo fatti l’uno per l’altra, tutto qui…e io lo capii…lo capii la prima volta in cui la toccai, toccarla…era come entrare in casa, ma era una casa che non avevo mai conosciuto, le presi la mano per aiutarla a uscire dalla macchina…e lo capii…è stata come…una magia.”

Film che risulterà un susseguirsi di casualità, coincidenze, simboli e segni in grado di contraddire lo spirito inizialmente scettico di Annie, la quale dovrà forse ricredersi rispetto a una frase pronunciata in una delle scene iniziali:

“Il destino è una cosa che abbiamo inventato noi.. Perchè non riusciamo ad accettare che tutto quello che ci accade è accidentale.”

Puoi leggere questo articolo anche su Recencinema.it

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