“Maze Runner” di Wes Ball

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Articolo pubblicato presso Sul Romanzo.

Wes Ball, esperto di effetti speciali, ha debuttato alla regia l’8 Ottobre con Maze Runner – Il labirinto. Film tratto dal primo libro dell’omonimo bestseller di James Dashner

L’avventura narrata ha un’ambientazione post apocalittica in cui Thomas, protagonista interpretato dal giovane attore Dylan O’Brain, si sveglia all’interno di un ascensore metallico e viene catapultato in un mondo estraneo e famigliare al tempo stesso, denominato la Radura.

Thomas scopre di trovarsi nel nucleo centrale di un labirinto formato da alte pareti mobili e popolato da terribili creature notturne: i Dolenti.

La memoria di Thomas è stata cancellata come quella degli altri radurai ma qualcosa lo rende diverso. Sente di avere un particolare legame con quel luogo, è curioso, impavido.

Thomas ha una missione da compiere: tracciare la strada verso una libertà che in questo caso è sinonimo di riscoperta. Una vera e propria presa di coscienza del mondo che lo circonda e del destino che accomuna lui e i suoi nuovi compagni.

Malgrado Maze Runner sia il prodotto di un regista esordiente, ha ottenuto degli ottimi risultati con un guadagno di 32,5 milioni di dollari solo nel primo week end di programmazione negli Stati Uniti.

Il merito va senz’altro riconosciuto all’antecedente successo della saga di James Dashner e, in secondo luogo, alla presenza di attori ampiamente conosciuti dal pubblico giovane.

Fra la schiera dei coprotagonisti svettano infatti Kaya Scodelario, l’intrigante attrice di Skins; Thomas Brodie Sangster e Will Poulter.

Le tematiche affrontate nel film, ma soprattutto nel libro di Dashner sono molteplici. Risulta evidente, per esempio, un profondo ripristino dei valori famigliari: i protagonisti manifestano spesso il desiderio di poter ricordare il passato ma ciò che li tormenta è la mancanza di una figura genitoriale, la sensazione di essere stati abbandonati o di aver abbandonato a loro volta il nucleo famigliare.

Non solo, il tema è approfondito anche all’interno della piccola società di radurai, sorretta da regole ferree, abitudini consolidate e compiti prestabiliti.

Viene spontaneo domandarsi se James Dashner abbia voluto sottolineare l’importanza di tali valori in una società che ne è quasi completamente svuotata, rispecchiandola metaforicamente proprio con la C.A.T.T.I.V.O.: l’organizzazione che si trova alle spalle del labirinto e delle prove che gli eroi devono affrontare al suo interno. Una società scevra di emozioni al punto da manipolare un gruppo di adolescenti per fini non completamente comprensibili.

maze_runnerDa questo punto di vista Maze Runner si avvicina, sotto alcuni aspetti, a diversi altri mondi narrativi conosciuti: vediamo per esempio il mistero dell’universo che gira attorno alla piccola società di naufraghi in Lost, i sentimenti di impotenza di fronte ad un nemico onnipresente e sconosciuto alla George Orwell, la connessione uomo-macchina di Matrix ed un sottile richiamo alla società violenta di Arancia Meccanica.

Un ulteriore contributo al successo del film va riconosciuto al giovane Ken Bathelmey: l’artista appena ventiseienne che ha saputo rappresentare visivamente delle creature che nel libro non apparivano altrettanto suggestive. É lo stesso produttore del film, Wick Godfrey, a spiegare che ciò che lo interessava era la loro natura biomeccanica e così, da esseri viscidi con il corpo ricoperto da chiodi seghe ed altre parti appuntite, sono diventati ragni giganti con aculei che spuntano da tutto il corpo.

In ultima analisi, Maze Runner è un film che fonda il suo successo su un fattore oggi determinante: può diventare un perfetto franchise. Maze Runner ha tutte le caratteristiche utili ad uno sfruttamento transmediale del proprio mondo e può essere adattato alle svariate tecniche di transmedia storytelling già brevemente analizzate da Sul Romanzo.

Maze Runner è, di fatto, un bestseller affermato. É una futura saga cinematografica ed è, allo stesso tempo, una storia che si presta perfettamente ad una trasposizione fumettistica e videoludica.

Non c’è che dire, firmando Maze Runner come film d’esordio, Wes Ball ha giocato una carta vincente da ogni punto di vista.

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