Stina & The Wolf, ecco come si insegna CG Animation


Stina-1Stina & The Wolf
nasce da un paio di quesiti: come si insegna CG Animation? Bastano davvero i metodi attuali per addestrare uno studente alla creazione di mondi straordinari, per immergerlo nell’esatta atmosfera di un’industria dell’animazione? Sì?

C’è chi pensa di no.

Perché allora non ideare, all’interno dell’Università, una piccola ma realistica casa di produzione? Perché non mettere alla prova gli studenti attraverso la creazione di una storia finalizzata al grande schermo?

La risposta è Stina & The Wolf, progetto no profit ideato da FOAM Digital: struttura dedicata all’insegnamento degli effetti visivi interna alla facoltà di “Creative and Cultural Industries” della Portsmouth University (UK). Ciò che rende davvero interessante questo lungometraggio è proprio il team: un mix di insegnanti (di un certo calibro, sia chiaro) e studenti.

Stina & The Wolf nasce come un esperimento, un nuovo approccio educativo per preparare aspiranti CG Animator attraverso l’ideazione e la messa in pratica di un prodotto che abbia le stesse caratteristiche e difficoltà di un film d’animazione firmato Pixar o DreamWorks.

Basta dare un’occhiata all’ Official Website e al trailer per capire se l’esperimento ha funzionato ma per chi volesse scoprire qualcosa di più ecco alcune interessanti curiosità.

TRAMA

La storia parla di una giovane ragazza chiamata Stina ed è ambientata in un mondo fantastico formato da alte e fredde montagne. Stina vive all’interno di una superstiziosa ed oppressiva città-esercito assieme allo zio disabile e una zia che le rendono la vita infernale. É innamorata di Gunter, aspirante soldato con il quale incontra una fiera itinerante di zingari guidata da Pipecatcher, un misterioso veterano di guerra.

storyCiò che questo strano personaggio offre loro è “l’assaggio” di un mondo esotico che, allo stesso tempo, minaccia l’oscuro destino di Gunter. Il danno è fatto e Stina si ritrova coinvolta all’interno di un mistero al quale non può resistere né sfuggire.

GENESI E INFLUENZE CREATIVE

L’avventura di Stina nasce da un progetto ideato alcuni anni prima della stessa FOAM Digital e ne rappresenta per certi versi la genesi. Inizialmente infatti, la trama era stata scritta per un cortometraggio animato della durata di 25 minuti, il quale prendeva spunto da una fiaba classica russa del 1936: Peter and the Wolf. Lo script vero e proprio del testo ha occupato in seguito due anni di lavoro da parte dell’autrice e importanti revisioni che l’hanno trasformato in un racconto surreale le cui atmosfere traggono spunto dalla logica onirica di Mulholland Drive (David Lynch, 2001) e Picnic and Hanging Rock (Peter Weir, 1975). L’intento era quello di creare una storia che sapesse emozionare come una semplice avventura ma che contenesse allo stesso tempo qualcosa di molto più oscuro e sconosciuto.

Una tale mole di idee e spunti era però impossibile da sviluppare in un cortometraggio di 25 minuti ed è per questo che Stina & The Wolf ha cominciato ad assumere le forme di un promettente lungometraggio. Attraverso un passaparola di registi e collaboratori il progetto è finito nelle mani di Alex Cousell, il quale ne ha fatto un esercizio d’insegnamento all’Università di Portsmounth.

Universities predominantly talk about how we teach, and the industry wants to talk about what we teach. We created FOAM Digital to tackle this.”

Alex Counsell (specializzato in Motion Capture e VFX supervisor del progetto) spiega con queste parole la genesi di un nuovo modello per l’insegnamento di CG Animation.

MOTION CAPTURE

Ciò che ha reso ancor più entusiasmante la messa in pratica del progetto è l’utilizzo di una tecnologia avanzata come la motion capture. Gli studenti sono stati guidati da un insegnate d’eccezione: Paul Charisse (conosciuto per aver lavorato all’animazione facciale di Gollum nel Signore degli Anelli). I personaggi di Stina & The Wolf risultano particolarmente credibili proprio grazie alle prestazioni degli attori che hanno dato loro vita attraverso una performance capture completa del viso e del corpo.

Stina-1 mcFOAM Digital non ha abbracciato la tecnologia solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello artistico. Durante il progetto infatti gli studenti hanno utilizzato trucchi d’animazione per immergere lo spettatore nell’onirico mondo di Stina, fornendo il lungometraggio non solo di realismo ma anche della magia necessaria a instillare il dubbio su ciò che è davvero reale e ciò che non lo è.

IL FUTURO

La speranza di Cousell è semplice: rendere Stina & The Wolf il pioniere di un nuovo approccio educativo. Gli studenti di CG Animation devono e necessitano di affrontare una formazione che li metta di fronte a obiettivi e sfide reali. Inoltre, gli sviluppi della tecnologia digitale rende possibile ovunque la creazione di film in ambiente universitario e questa è un’opportunità da non sottovalutare.

Per il momento Stina & The Wolf è presente on line attraverso il trailer, un documentario e il sito ufficiale ma la promessa è quella di riuscire a vederlo integro entro la fine del 2015.

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5 Comments

  1. scusa il ritardo il fumetto è Zombillenium, l’autore è Arthur de Pins, disegnatore francese poco conosciuto in italia e creatore anche de “La marcia del granchio” e ” Chiodo fisso”.. lo stile è unico e non è da tutti disegnare un fumetto interamente vettoriale.

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