Tecniche di storytelling

Ti piacciono le storie?

Forse non te lo sei mai domandato ed è probabile che tu ora stia pensando alle storie direttamente connesse a libri o film.

É così?

Beh, no, non sto parlando solo di quelle ma delle storie in generale. Ne ho già discusso in altri post e non smetterò mai di dire che storie e quotidianità vanno a braccetto senza che tu te ne renda conto.

Lo storytelling è ovunque: nella pubblicità, nel depliant per una vacanza alle isole Fiji, in una lezione universitaria (solo se ben fatta), persino in una di quelle serate in cui pensi di stare fra amici e ti ritrovi a una presentazione di pentole o materassi.

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E se ti chiedessi: di quali elementi sono composte questo tipo di storie?

Sono quasi certa che faticheresti a rispondere e non perché tu sia ignorante (in senso buono ovviamente), semplicemente perché non ci hai mai pensato.

E se invece ti chiedessi: sai distinguere una buona storia da una pessima storia?

Stessa risposta, nella teoria è probabile che tu non riesca a scovare quegli elementi che rendono un racconto “bello” e un altro “brutto” eppure nella pratica avviene tutto il contrario. Istintivamente sai riconoscere l’una dall’altra, il tuo cuore si affezionerà solo a una di esse..

Ma come?

La domanda è piuttosto questa: come si costruisce una storia davvero buona e a cosa mi serve saperlo fare?

Ti svelerò una piccola verità: se ogni studente universitario imparasse prima di tutto i principi di storytelling, affrontare un esame universitario non sarebbe poi così difficile. (nella maggior parte dei casi almeno…)

Certo, è chiaro che tutto dipende dall’esame in questione ma è altrettanto vero che saper preparare un discorso aiuta e funziona quasi sempre.

Pensa a un colloquio di lavoro, alla presentazione di un progetto, alla vendita di un prodotto o della tua immagine…

Leggi anche: FARE TRANSMEDIA STORYTELLING

Oggi lo storytelling è indispensabile in qualsiasi campo, vuoi conoscerne le tecniche?

Ecco qualche segreto.

IL VIAGGIO DELL’EROE

Perché non prendere ad esempio la miglior struttura narrativa esistente?

D’accordo, forse non sei il tipo che empatizza talmente con i personaggi da piangere alla fine di un film strappalacrime ma non credo che tu possa non esserti mai fatto emozionare da una bella storia.

Se non sei un drone (non lo sei vero?) hai anche tu la capacità di sentirti parte di un viaggio e il “viaggio dell’eroe” è una delle migliori tecniche per imparare lo storytelling.

christopher voglerNel corso dell’avventura l’eroe è chiamato a entrare in un mondo straordinario, supera diverse prove, conflitti, ostacoli e nemici, ottiene quasi sempre ciò che lo spingeva a combattere per poi tornare a casa vittorioso.

Fai lo stesso all’interno della tua presentazione, accompagna gli ascoltatori all’interno del mondo che hai esplorato o che stai esplorando per ottenere il successo, emozionali e loro saranno sempre dalla tua parte.

Leggi anche: Il viaggio dell’eroe di Christopher Vogler

MONTAGNE RUSSE

Le “montagne russe” sono direttamente collegate al viaggio dell’eroe.

Il concetto è semplice: fai in modo che chi ti ascolta si ritrovi in balia di emozioni altalenanti, catapultali in una situazione di alta tensione per poi rigettarli in uno stato di tranquillità in cui possano riprendersi.

Se la storia che vuoi raccontare è carica di rischi, scelte difficili, situazioni emozionanti e conflitti questa e la tecnica che fa per te, se sarai in grado di creare le tensioni giuste il pubblico non ti mollerà fino alla fine della storia.

“I think the most important part of storytelling is tension. It’s the constant tension of suspense that in a sense mirrors life, because nobody knows what’s going to happen three hours from now”.  Richard Condon

STORIE INCROCIATE

Anche in questo caso istintivamente sai di cosa sto parlando!

Capita spesso infatti che la trama principale sia accompagnata da due o più sottotrame parallele. Non sempre queste piccole storie sono collegate alla principale, a volte capita che non abbiano nulla a che fare!

O quasi…

É improbabile che siano state piazzate lì senza una ragione, questa sì sarebbe una pessima scelta.

Stanno lì perché in un modo o nell’altro esprimono un concetto, un’idea o un punto di vista direttamente collegato alla trama principale e questa è un’altra fantastica tecnica di storytelling.

Ciò che devi fare è collocare la tua storia principale e il suo concetto cardine al centro e circondarla da tre o più piccole storie utili a sottolineare l’importanza del tema.

Questa tecnica è utile nel caso in cui tu sia costretto a confrontarti con un pubblico eterogeneo (per età o pareri).

Se vuoi emozionare ognuno di loro devi riuscire ad osservare la storia da differenti punti di vista e per farlo avrai bisogno di più storie, anche molto diverse l’una dall’altra.

Leggi anche: COSA SONO LE SOTTOTRAME E COME UTILIZZARLE IN UN ROMANZO dal Blog di PennaBlu

FALSO INIZIO

Vuoi produrre uno shock nello spettatore?

Questa è la tecnica giusta: comincia una storia..

piazza chi ti ascolta in una situazione di apparente sicurezza..

fagli credere che la direzione intrapresa sia quella giusta e poi..

gettalo contro un muro oltre il quale la storia non può continuare.

Cosa hai fatto?

Hai indotto uno shock e hai alzato il livello d’attenzione. Hai creato delle aspettative per poi disilluderle amaramente. Chi ti ascolta ora è curioso di sapere come diavolo hai fatto o come ha fatto l’eroe di cui stai narrando le vicende a raggiungere il suo obiettivo.

Tale elemento viene anche chiamato DIVARIO ed è presente all’interno di ogni trama scritta come dio comanda.

Il divario ha un potere fortissimo nello storytelling, crea un senso di sorpresa, alza il livello della tensione e mette lo spettatore in una situazione di squilibro emotivo dal quale vuole uscire.

Per farlo dovrà continuare ad ascoltarti.

Guarda anche: PSYCO di Alfred Hitchcock.

Uno dei più grandi esempi di falso inizio in una storia.

In questo film lo spettatore si trova a dover affrontare la morte della protagonista praticamente all’inizio della storia.

Spiazzante? Già!

Ecco quindi quattro praticamente infallibili tecniche di storytelling. Certo non dico che sia facile utilizzarle, come ogni cosa ci vuole una certa dose di praticità e di esperienza.

Malgrado la nostra mente sia allenata da sempre all’apprendimento di storie, costruirne una che sappia emozionare e coinvolgere non è affatto semplice.

Ad ogni modo conoscere qualche concetto base non può che far del bene, giusto?

Tu che ne pensi? Conosci qualche altra efficace tecnica di storytelling?

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4 Comments

  1. Bravissima Barbara! Ottimi spunti di riflessione, a loro volta concisi ed efficaci! Io sono attore e faccio teatro canzone e di narrazione, quindi a te va il mio plauso! Molto importanti nelle tecniche di comunicazione e storytellingo son oanche direzione dello sguardo, ritmo tono e volume LUCA (www.lucamaciacchini.com). Sarebbe interessante approfondire!

    1. Hai ragione, quelle di cui parli sono altre importanti tecniche e regole di storytelling e andrebbero davvero approfondite! Mi hai dato un ottimo spunto per un post futuro ;)
      Grazie e piacere di conoscerti!
      Mi ha incuriosito la tua specialità in teatro di canzone e di narrazione, ti capita mai di esibirti in Veneto?

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