Chi è il Trickster?!

Vi siete mai domandati come mai capita tanto spesso che all’interno di un romanzo o di un film ci siano delle presenze paragonabili a una sorta di “buffone”?

Io si, spesso, ma non avrei mai immaginato che la sua funzione potesse andare oltre a quello che è l’aspetto più evidente della loro natura: far ridere lo spettatore.

Perché è questo che fa, è buffo e fa ridere.

Che ruoli occupa?

Il più delle volte il trickster funge da spalla dell’eroe o al contrario, dell’antagonista.

Alla faccia del ruolo banale insomma!

Incredibile a dirsi ma la sua è una figura archetipica piuttosto importante, presente nella mitologia di qualsiasi popolo ed epoca. A seconda dei casi può assumere aspetti e forme completamente divergenti: egli è un ingannatore, è malizioso, furbo e scaltro, finge di aiutare gli altri ma spesso le sue azioni sono rivolte ad aiutare unicamente sé stesso.

Hai presente quando ti dicono che il lato negativo di studiare cinema sia quello di non riuscire più a guardare un film con gli stessi occhi?

Ecco che il trickster fornisce un esempio lampante di questa affermazione: le sue principali funzioni all’interno di una storia potrebbero apparire banali ma guardando più a fondo scoprirai che non è così.

Sei curioso?

CATALIZZATORI DEL CAOS

Il trickster spinge verso il cambiamento.

É così.. fra una risata e l’altra questi personaggi ce la mettono tutta per disseminare il caos, sovvertire l’ordine prestabilito, scombinare le carte e i destini degli altri personaggi. Non è detto che lo facciano sempre con l’intento di ingannare ma a tutti gli effetti questo è il risultato delle loro goffe azioni.

Prova: guarda un film in cui questa figura archetipica sia ben evidente e prova a immaginare come risulterebbe la trama eliminandolo dalla scena.

Diversa vero?

Se non ci credi ecco un banalissimo esempio: i diavoletti aiutanti di Ade nel cartone Hercules. (Non dirmi che non ti ricordi di loro perché non ti credo..)

Proprio all’inizio della storia che compito hanno?

Rapire Hercules e nutrirlo con il bibitone che l’avrebbe reso mortale.

Che accade invece? Ci provano ma non arrivano fino in fondo, l’ultima goccia evapora rendendo incompleto l’incantesimo.

Loro lo sanno ma temono per sé stessi, quindi: omettono l’accaduto e lasciano che Ade creda di aver in pugno la situazione.

Hanno scombinato gli eventi e creato il caos, dico bene? Senza di loro non ci sarebbe una storia da raccontare.

ESSERI INCOSCIENTI E PARADOSSALI

“Egli è un precursore del salvatore ed è, come lui, dio, uomo e animale. Sovrumano e subumano a un tempo, è un essere divino e animale la cui caratteristica predominante e più impressionante è l’incoscienza”.

Carl Gustav Jung

Basta poco in fondo: è sufficiente una frase, un buffo incidente, un lapsus verbale ed ecco che la situazione in cui ci troviamo diventa immediatamente paradossale e assurda.

Ci hai mai pensato?

É come se la loro presenza fosse in qualche modo estranea alla storia stessa, è come se spesso si trovassero oltre la linea narrativa, dalla parte dell’autore, sempre pronti a giudicare sull’operato di altri personaggi, stuzzicandoli, scegliendo per loro la rotta necessaria al cambiamento.

Ciò che fanno è sottolineare i paradossi, le loro azioni spropositate e esagerate finiscono quasi sempre per ridimensionare quelle dell’eroe o dell’antagonista riportandolo con i piedi per terra.

Mi viene in mente il personaggio di Joker.

Egli rappresenta forse il Trickster per eccellenza, un clown con una irriverente ma veritiera visione del mondo. Il suo punto di vista spesso non è sbagliato, anzi, eppure ai nostro occhi risulta assurdo.

Perché?

INTERMEZZO COMICO

Ecco infine la loro funzione più certa ed evidente: la comicità.

Ogni buona storia non può vivere di sola tensione, suspense e drammi. A volte, ciò che serve più di ogni altra cosa è una sana risata, un momento in cui le tensioni si allentino per dar modo allo spettatore di respirare, di inalare ossigeno e farsi una dose di ironia.

Anche in questo caso ecco che il Trickster è presente  e sempre pronto con una nuova battuta o uno scherzetto divertente.

Nessuno lo prende sul serio eppure, in fondo, egli sa di essere più intelligente di chi lo circonda.

Altro classico esempio?

Jack Sparrow, un pirata psicopatico che si fa beffe del mondo con il suo fare da ubriacone ignorante. Chi meglio di lui ha disseminato caos, panico e tensione narrativa?

Chi meglio di lui ha portato ogni altro personaggi verso il cambiamento? Verso il ribaltamento del più prevedibile destino?

Ecco allora il perché di questo post forse un po’ inutile: il fascino verso una figura archetipica che tende a essere trascurata ma che meriterebbe invece maggior attenzione.

Tu che ne pensi?

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