Topi (parte 5)

Hai già letto l’inizio della storia?

Topi (parte 1)

Sferragliare, cigolii ed un botto improvviso, sussulto nel cuore della notte. Sento briciole di muro pizzicarmi la faccia e odore di muffa risalirmi il setto nasale.

– Che cazzo hai fatto stronzo?!

Nel giro di un secondo apro gli occhi e trovo Mr. Pi accanto al letto, il pugno chiuso sullo scollo della mia maglietta e l’altro teso in aria. I denti digrignati ricordano un cane rabbioso.

Porto istintivamente le mani di fronte al viso e giuro, non capisco che cazzo sta succedendo.

– Rispondi idiota! Che diavolo hai fatto con il veleno che ti ho dato?

Ok, nel giro di un secondo afferro il punto della situazione e metto in atto il secondo step: cadere dalle nuvole.

– Cosa vuoi che ci abbia fatto? Basta che ti guardi attorno!

La guardia stringe il pugno sulla mia maglietta scrollandomi rabbioso, mi sento strozzare.

– Un corno! Non dire puttanate!

Anche volendo non riesco a rispondere. Mr. Pi allenta la presa lasciandomi ricadere sul letto in un cigolare di molle arrugginite. Passo una mano sul collo arrossato e lo sento sospirare.

– Ok Jacky.. Io lo so che hai fatto, e non me ne fotterebbe niente se non fosse che se scoprono chi ti ha procurato  il veleno sono nella merda!

Il tono della sua voce è decisamente più basso, vedo le mani tremargli e capisco di aver fatto centro.

– Sbaglio o non hai ancora detto di cosa mi stai accusando Mr.?

– Quel finocchio del tuo compare è morto due ore fa genio! Avvelenato! Che cazzo hai fatto col veleno che ti ho dato brutto idiota?!

La rabbia è evidente ma so bene chi dei due ha il controllo della situazione. Lo guardo rilassato e mi alzo dal letto.

– Ehi amico, siediti e datti una calmata. C’è qualcosa di cui dobbiamo parlare.

Mr. Pi non si muove, corruga la fronte mentre, inginocchiato accanto al water estraggo un oggetto dallo snodo di tubature ingiallite: un portafogli rettangolare in pelle marrone. Malgrado la poca luce noto gli occhi della guardia sbarrarsi alla vista dell’oggetto, le mascelle serrate. Per pochi secondi temo che manderà al diavolo la carriera pur di saltarmi addosso e levarmi la pelle a morsi. No. All’improvviso rilassa le spalle cadendo di peso sul letto, la faccia nascosta fra le mani nodose.

– Non ci credo.. Non ci posso credere..

Non posso crederci nemmeno io. Mr. Pi sta piangendo. O mio dio.

– Vedo che sai di cosa stiamo parlan..

– Sta zitto e dimmi quello che vuoi..

– Uscire di qua.

Mr. Pi mi punta lo sguardo addosso, alla luce dei neon notturni intravedo i suoi occhi umidi.

– Scusa?

– Voglio uscir..

– Ho capito cosa vuoi Jacky, ma come diavolo vuoi che faccia a farti uscire?!

– Devi solo coprirmi. Quando metteranno il corpo all’interno della bara mi scorterai fino all’obitorio, mi chiuderai nella cassa assieme al morto e farai in modo che Tobia sappia in che cimitero venire a disseppellirmi. É tutto chiaro?

Mr. Pi rimane in silenzio, è ancora seduto sul letto, mi guarda sconvolto con la bocca semiaperta. Passano diversi secondi e comincio a pensare di dovergli spiegare tutto d’accapo, quindi, scoppia a ridere. Davvero? Questo non me l’aspettavo.

– Che cazzo ridi?

Mr. Pi si alza dal letto fra i singhiozzi, si avvicina dandomi una pacca sulla spalla.

– Sei un genio Jacky, un fottuto genio!

Quindi raggiunge l’uscita richiudendosi la porta alle spalle. Non so che dire. Non era la reazione che mi aspettavo e non riesco a capire se farà quello che gli ho chiesto. Stringo il portafogli fra le mani e glielo schiaffo a pochi centimetri dal naso oltre le sbarre.

– Forse non hai capito Mr! Se non fai come ti ho detto queste foto… sei sposato o sbaglio?

A quelle parole la guardia smette di sogghignare.

– E hai due figlie giusto? Quanti anni?

– Ok ora piantala Jacky. Farò quello che hai chiesto ma nel momento in cui ti infilerai nella bara il taccuino passa nelle mie mani.

Ora si ragiona.

– Siamo d’accordo.

– Durante l’ora d’aria di domani Jacky, quando tutti saranno fuori.. Tu ricordati di non uscire.

Continua…

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